HomeMeteo ItaliaFebbraio dominato dall’Atlantico: cosa può cambiare in Italia a metà mese

Febbraio dominato dall’Atlantico: cosa può cambiare in Italia a metà mese

Un inizio di febbraio governato dall’Atlantico

Almeno fino alla metà del mese, il tempo alle nostre latitudini e sull’Italia resta impostato su correnti perturbate atlantiche. È uno scenario coerente con un flusso zonale ben organizzato, una configurazione che in genere permette ai modelli di delineare con una discreta solidità la tendenza generale, anche a diversi giorni di distanza. Del resto sono già molti giorni che questa configurazione si è impadronita di tutta l’Europa centro occidentale con una serie consistente di impulsi depressionari.

Cosa indicano i modelli: temperature sopra media e nuovi impulsi perturbati

All’interno di questo quadro, la circolazione occidentale continuerà a convogliare aria relativamente mite, mantenendo valori termici spesso al di sopra delle medie stagionali. La stessa impostazione favorirà il persistere di sistemi perturbati in arrivo da ovest: quindi non attendiamoci un miglioramento né a breve né a medio termine che possa definirsi “definitivo”.

13-16 febbraio: un possibile cambio, ma non ancora un segnale solido

Intorno ai giorni di San Valentino inizia a comparire l’ipotesi di una modifica della circolazione. Stiamo osservando da tempo questa possibile variazione sulla circolazione generale in Europa. Questo in riferimento a tracce di aria più fredda che potrebbe far ipotizzare una deviazione del flusso principale (quello atlantico) a favore di una meridianizzazione ovvero alla disposizione di un corridoio più freddo in grado di far “scendere” da nord masse d’aria ben differenti e, nel caso, sicuramente più fredde.

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Allo stesso tempo, però, occorre considerare come una su questo evento non vi sia un pieno allineamento modellistico: certamente il calcolo su così lunghe distanze temporali porta di per sé tali disallineamenti ma gli stessi debbono essere interpretati anche come una scarsa predicibilità di questo possibile cambio circolatorio. Dunque, ancora massima prudenza prima di affermare con certezza che da metà febbraio potrà tornare l’inverno con decisione.

Perché conta per chi segue il meteo giorno per giorno

La ricaduta pratica è chiara. Nel breve termine, la sequenza di perturbazioni atlantiche significa alternanza di fasi piovose e pause rapide, con temperature spesso miti per la stagione e con una variabilità che può complicare la pianificazione quotidiana, soprattutto nelle aree più esposte alle correnti occidentali. La seconda metà del mese, invece, resta un passaggio da monitorare: l’eventuale cambio di regime potrebbe tradursi in un raffreddamento più percepibile e in un diverso tipo di tempo, ma al momento la traccia non è abbastanza stabile per definire tempi, intensità e aree più coinvolte.

Cosa aspettarsi nei prossimi aggiornamenti

La tendenza più affidabile resta quindi quella di un’Atlantico ancora attivo fino a metà mese, mentre la finestra del 13-16 febbraio rappresenta soprattutto un punto di attenzione: sarà la coerenza dei prossimi run a dire se il segnale freddo può consolidarsi o se prevarrà la prosecuzione del regime mite e perturbato. Una considerazione molto grossolana, quasi “a pelle”, farebbe comunque pensare al ritorno di una fase più fredda prima della primavera, questo soprattutto per il grosso serbatoio di gelo e neve che quest’anno abbiamo sia ad est che a nord.

Analisi e fonti
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