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SSW e vortice polare sotto pressione: dall’8-9 febbraio sull’Europa, Italia compresa, sale il rischio di una fase invernale più marcata

SSW, QBO e possibile svolta invernale: cosa potrebbe accadere dopo l’8/9 febbraio

Torniamo a parlare di possibilità invernali per il prossimo mese di febbraio sempre valutando le novità sull’osservato speciale: il vortice polare.

Negli ultimi aggiornamenti meteorologici e modellistici è tornato il focus su una possibile inversione dei venti zonali nella stratosfera (un evento SSW, Sudden Stratospheric Warming) che, unito a un QBO in fase discendente verso est, rappresenta una combinazione di segnali significativa per la stagione invernale europea a medio termine. Questo tipo di dinamica atmosferica è tra i motivi per cui molti centri di ricerca considerano possibile un cambiamento sostanziale a partire dall’8-9 febbraio in poi.

Cosa sono SSW e QBO e perché contano

Un SSW (riscaldamento stratosferico improvviso) è un fenomeno in cui la stratosfera polare, normalmente molto fredda, subisce un rapido aumento di temperatura in pochi giorni, con conseguente aumento della pressione e rallentamento o inversione dei venti zonali sopra il Polo. Questo processo può indebolire o addirittura frammentare il vortice polare stratosferico, la vasta circolazione di aria fredda in quota che normalmente confina le masse gelide nei pressi dell’Artico. Quando il vortice si deforma o si divide, aumenta la probabilità che aria molto fredda si spinga verso latitudini più basse, con impatti possibili anche sul tempo in Europa — inclusa Italia.

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La QBO (Quasi-Biennial Oscillation) è un’oscillazione che riguarda i venti equatoriali nella stratosfera: quando la QBO si trova in fase discendente verso est (easterly), è associata a una maggiore propensione allo sviluppo di fenomeni SSW avanzati. Studi e osservazioni mostrano che questa configurazione può rendere il vortice polare meno stabile e più predisposto alle perturbazioni, per semplificare potremmo dire “più dispettoso”.

Un precedente storico che aiuta a leggere il presente

Configurazioni come quella che si sta delineando in stratosfera non sono inedite e, in passato, hanno preceduto fasi invernali di particolare rilievo sull’Europa. Un riferimento spesso citato dagli studi climatologici è il gennaio 1985 , quando una profonda crisi del vortice polare favorì una delle più intense ondate di gelo del secolo scorso.
Per comprendere meglio le analogie e le differenze con l’altro episodio invernale storico del febbraio 1956, abbiamo dedicato un approfondimento specifico, analizzando ciò che rende oggi la situazione simile ma anche profondamente diversa.

I modelli suggeriscono un pattern favorevole al cambiamento

Secondo le analisi più recenti, la Oscillazione Artica (AO) e la NAO (North Atlantic Oscillation) risultano attualmente negative e lo dovrebbero rimanere nelle prossime due settimane, una condizione che in genere si associa a pressioni positive sul polo e anomalie negative sull’Europa, quindi a un pattern capace di favorire aria più fredda al suolo.

Alcune elaborazioni modellistiche indicano anche la possibilità di un indebolimento prolungato del vortice polare a inizio febbraio, evento che in altre stagioni ha preceduto picchi di freddo significativo e spostamenti di masse d’aria artica verso latitudini medie. In alcuni casi questi eventi sono stati associati a un crollo o split del vortice polare stratosferico, con conseguenze atmosferiche avvertite fino alle quote più basse.

Quali implicazioni per l’Europa e l’Italia

Se la combinazione di SSW e fase discendente della QBO evolverà come suggeriscono i modelli, potremmo vedere:

  • una maggiore propensione a una AO negativa persistente
  • una corrente a getto polare più ondulata
  • un potenziale raffreddamento d’ampia scala su gran parte dell’Europa a partire dall’8-9 febbraio
  • un aumento della probabilità che masse d’aria artica o continentale possano penetrare verso latitudini centro-meridionali con possibili ondate di freddo e nevicate in alcune aree urbane o pedemontane

Tuttavia, è importante sottolineare che si tratta di scenari a medio e lungo termine, con un largo grado di incertezza: la relazione tra eventi stratosferici e condizioni al suolo non è sempre diretta e semplice da interpretare, e dipende anche da altri fattori come la circolazione atlantica e la copertura di neve sul continente.

In sintesi — perché questo potrebbe essere rilevante

In breve:

  • un SSW combinato con QBO discendente verso est è un segnale importante dal punto di vista meteorologico per l’inverno europeo;
  • indicatori come AO e NAO negativi sono coerenti con un pattern più freddo e dinamico;
  • i modelli suggeriscono la possibilità di un cambiamento significativo nelle dinamiche in quota a partire dall’8-9 febbraio.

Tutto ciò non significa automaticamente gelo estremo ovunque, ma indica un aumentato potenziale per condizioni invernali più incisive rispetto alle fasi più miti della stagione.
Gli aggiornamenti modellistici e le analisi continue delle circolazioni stratosferiche rimangono fondamentali per chiarire quanto e come questi segnali si tradurranno in effetti concreti al suolo nei giorni successivi.

Posizione dei modelli AI

Gli ultimissimi aggiornamenti di oggi 27 gennaio riguardo alle elaborazioni modellistiche basate su intelligenza artificiale, ritornano a mostrare scenari compatibili con la realizzazione dello split del vortice polare e possibile interferenza diretta con il il continente europeo. Un elemento in più e che stiamo valutando: è INFATTI la prima volta che possiamo testare su questo campo tali elaborazioni.

Lo scenario previsto dal modello GFS basato su intelligenza artificiale, uno scenario da non sottovalutare.

In conclusione

La combinazione di un possibile SSW e di una QBO orientata verso est sono motivi concreti per monitorare con attenzione l’evoluzione meteorologica verso la seconda decade di febbraio. In un inverno già caratterizzato da ampie oscillazioni, questi segnali offrono una cornice scientifica robusta per ipotizzare che qualcosa di significativo potrebbe accadere dal’8/9 febbraio in poi, ma saranno necessari ulteriori aggiornamenti approfonditi per consolidare questa ipotesi.

Analisi e fonti
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