METEO TOSCANA. Il forte freddo della prossima notte potrebbe lasciare una eredità particolare: parliamo del fenomeni del gelicidio o pioggia congelantesi.
Innanzitutto vediamo che cosa è questo particolare fenomeno atmosferico non certo usuale in Toscana. A seguito di un forte raffreddamento con temperature di solito di molti gradi sotto lo zero, può succedere che un rapido cambio di correnti in quota decisamente più miti portino precipitazioni essenzialmente piovose a tutte le quote.
Le gocce scendono dal cielo liquide, normali, pioggia appunto. Hanno attraversato strati d’aria più calda e non mostrano nulla di anomalo. Ma appena toccano il suolo — una strada, un marciapiede, un ramo — cambiano natura. Molto rapidamente si congelano, stendendo una patina trasparente che annulla l’attrito e trasforma ogni superficie in una trappola.
Il gelicidio si vede poco ma gli effetti non sono certo da poco . Lo scopre l’automobilista alla prima frenata inutile, il pedone al primo passo che non trova appoggio, il ciclista quando l’equilibrio diventa improvvisamente un concetto astratto. È ghiaccio invisibile, ed è questo a renderlo uno dei fenomeni più pericolosi dell’inverno.
Quando l’evento è particolarmente importante, ovvero le piogge con temperature al suolo negative sono insistenti insistono, strato dopo strato, il ghiaccio appesantisce alberi e cavi elettrici, piega strutture, spezza rami. Le città rallentano, a volte si fermano. Arrivano i blackout, le strade chiuse, i trasporti sospesi. Non per una tempesta violenta, ma per una pioggia che ha deciso di solidificarsi. Ovviamente non sono questi gli scenari che ci attendiamo qui. Qualcosa di similare era successo il 1 marzo 2018, forse qualcuno di voi ricorderà.
In ogni caso, in Italia ed in Toscana il gelicidio è raro: compare soprattutto nelle pianure e nelle vallate, quando il freddo resta intrappolato al suolo e l’aria più mite scorre sopra, come un inganno meteorologico ben orchestrato. Ed è proprio la sua rarità a renderlo ancora più insidioso: non lo si aspetta, non lo si riconosce subito.
Quello che ora ravvisiamo è che, soprattutto nella notte di domani 8 gennaio, alcune aree dei fondovalle aretini potrebbero mantenere temperature negative in concomitanza dell’arrivo di deboli piogge o pioviggini da ovest in un contesto termico in quota molto più mite. Ripetiamo, si tratta di una ipotesi con probabilità di realizzazione non molto elevata ma neppure escludibile in toto. Attenzione dunque su queste aree: il loro “piccolo serbatoio freddo” potrebbe fare la differenza.

