L’inverno potrebbe non aver ancora detto l’ultima parola, sono diversi giorni che ve ne parliamo e vale la pena continuare a farlo. Le ultime analisi modellistiche mostrano segnali sempre più interessanti in vista della seconda decade di febbraio, con una possibile svolta fredda su larga scala che coinvolgerebbe l’Europa e, potenzialmente, anche l’Italia.

Questa elaborazione mostra come, tra inizio e fine gennaio 2026, la circolazione atmosferica sull’Europa potrebbe essere fortemente diversa dalla norma. Le ampie aree in viola e blu indicano pressioni più basse della media sull’Atlantico orientale e sull’Europa occidentale, segno di una persistente attività depressionaria con tempo spesso instabile.
Al contrario, le tonalità giallo-arancioni sull’Europa orientale e sulle alte latitudini evidenziano alte pressioni più forti del normale, capaci di alterare il flusso atmosferico. Questo contrasto può favorire la circolazione con scambi di masse d’aria da nord a sud più marcati in grado di creare le condizioni favorevoli a successive evoluzioni fredde sul continente europeo.
Venti stratosferici in indebolimento: segnale chiave per la seconda parte dell’inverno
Vi proponiamo poi l’andamento del vento zonale medio a 10 hPa, una delle variabili più importanti per monitorare lo stato del Vortice Polare stratosferico. In condizioni normali, questi venti soffiano intensamente da ovest verso est; quando però iniziano a rallentare o addirittura a invertirsi, il sistema entra in una fase di forte instabilità.

Le numerose linee blu rappresentano i membri ensemble del modello: la loro ampia dispersione indica un’elevata incertezza, ma anche la presenza di scenari estremi. In questo caso, molti membri mostrano un crollo marcato del vento zonale, con valori che scendono fino a zero o negativi, segnale compatibile con un importante disturbo stratosferico o con un possibile Stratwarming.
La linea rossa evidenzia la media del modello e conferma una tendenza generale all’indebolimento del vortice, soprattutto tra fine gennaio e la prima metà di febbraio. Quando la circolazione stratosferica perde compattezza, aumentano le probabilità di scambi meridiani, favorendo discese di aria fredda verso le medie latitudini.
Quanto sopra espresso ci suggerisce che la stratosfera potrebbe giocare un ruolo attivo nel condizionare il tempo europeo nelle settimane successive, confermando scenari invernali più dinamici, con maggiori possibilità di freddo e configurazioni di blocco anche alle nostre latitudini.
Italia sotto la lente: cosa potrebbe succedere
In caso di conferma del quadro, Italia centrale e settentrionale potrebbero sperimentare una fase di:
- freddo intenso e persistente
- gelate diffuse, anche in pianura
- nevicate possibili in presenza di condizioni favorevoli
Molto dipenderà dalla traiettoria dell’aria fredda e dalla sua interazione con eventuali sistemi perturbati sul Mediterraneo.
Prudenza d’obbligo: scenario ancora in evoluzione
Nonostante i segnali interessanti, è fondamentale mantenere un approccio prudente. Abbiamo infatti evidenziato solo “sentori”, che possono preludere ad un cambiamento freddo ma non si parla ancora neppure di una possibile tendenza. Certo, per il momento sono tutti tasselli che paiono incastrarsi a dovere per comporre il quadro di un febbraio da tendere sott’occhio.
Perché tenere d’occhio i prossimi aggiornamenti
I prossimi giorni saranno cruciali per capire se veramente potrà configurarsi una fase invernale degna di nota, con effetti concreti anche sul nostro Paese. Le possibilità restano non trascurabili e l’attenzione sale.
Analisi e fonti
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