Le mappe a 10 hPa mostrano un segnale molto simile a quello che precedette l’ondata di gelo storica di fine febbraio 2018 in Italia
Un segnale che arriva dalla stratosfera
Le configurazioni atmosferiche attuali mostrano somiglianze con il 2018, con pattern di circolazione che favoriscono l’ingresso di aria fredda sull’Italia e potenziali condizioni instabili su larga scala, dal Nord al Sud della penisola.
Più nello specifico, le mappe delle temperature stratosferiche a 10 hPa mostrano una configurazione che richiama da vicino uno degli eventi più significativi degli ultimi anni. Nel febbraio 2018 un potente riscaldamento improvviso della stratosfera artica destabilizzò il vortice polare, innescando una catena di eventi che portaronoaria gelida sull’Europa esull’Italia. La previsione per l’11 febbraio 2026 evidenzia un’anomalia calda di natura vorticosa molto simile, segnale di una nuova fase di forte stress per il vortice polare.
Questo aggiornamento rientra nella nostra analisi sul Meteo in Italia.
Cosa è la Bestia dell’Est
In meteorologia, la Bestia dell’Est è un’espressione giornalistica che indica una potente irruzione di aria molto fredda di origine siberiana o russo-continentale verso l’Europa occidentale e meridionale. Questo fenomeno si verifica quando un robusto anticiclone sull’Europa orientale o sulla Russia blocca il flusso atlantico e favorisce la discesa di masse d’aria gelida da est verso ovest. La Bestia dell’Est è associata a temperature eccezionalmente basse, gelate diffuse, vento orientale spesso intenso e, in presenza di umidità o di minimi depressionari sul Mediterraneo, anche a nevicate fino in pianura, soprattutto sul Centro-Sud e lungo il versante adriatico. Pur non essendo un termine scientifico, descrive eventi invernali di forte impatto, rari ma potenzialmente molto severi.
Cosa accadde davvero in Italia a fine febbraio 2018
Nel 2018 il riscaldamento stratosferico fu seguito da una rapida propagazione delle anomalie verso la troposfera. Il vortice polare collassò e la circolazione atmosferica si riorganizzò su scala emisferica. In Italia l’irruzione di aria continentale siberiana portò temperature eccezionalmente basse per il periodo, con valori inferiori ai meno 10 gradi in molte zone interne e della Pianura Padana. La neve raggiunse le pianure del Centro Italia e interessò anche città come Roma, mentre sulle regioni adriatiche gli accumuli furono localmente abbondanti. Il gelo persistente ebbe impatti concreti su agricoltura, infrastrutture e consumi energetici, rendendo quell’episodio uno spartiacque climatico della fine dell’inverno.

Il confronto con la situazione prevista per il 2026
La mappa previsionale per febbraio 2026 mostra un riscaldamento stratosferico intenso, ma con alcune differenze strutturali rispetto al 2018. Il nucleo caldo appare meno concentrato sull’Artico centrale e il vortice polare, pur disturbato, non risulta ancora completamente frammentato. Questo aspetto è cruciale, perché nel 2018 la rapidità e l’efficienza della propagazione verso il basso furono determinanti per gli effetti al suolo. Al momento il segnale del 2026 indica un’elevata probabilità di disruption del vortice, ma non consente ancora di definire con certezza tempi e modalità di un eventuale impatto diretto sull’Europa e sull’Italia.

Perché questo scenario è rilevante oggi
Un vortice polare indebolito aumenta la probabilità di scambi meridiani e di ondate di freddo anche a latitudini medio-basse. Per l’Italia significa un rischio maggiore di episodi invernali tardivi, con possibili ripercussioni su trasporti, energia e attività agricole. L’esperienza del 2018 dimostra che questisegnali stratosferici non vanno sottovalutati, ma interpretati nel loro contesto dinamico.Il 2026 non è una replica automatica di quanto accadde allora, ma presenta analogie da giustificare un monitoraggio costante dell’evoluzione atmosferica nelle prossime settimane.
Analisi e fonti
Le valutazioni meteorologiche di Meteo Toscana sono sviluppate attraverso monitoraggio in tempo reale, dati radar e satellitari, modellistica numerica ad alta risoluzione ed elaborazione meteorologica redazionale. Meteo Toscana opera come centro meteo e di calcolo autonomo dal 1997, con attività di previsione e monitoraggio sul territorio italiano e toscano. ECMWF GFS AROME ARPEGE WRF Modellazione insourcing
