METEO TOSCANA. Ci va decisamente già pesante l’ultima uscita del modello americano con la tendenza dei prossimi giorni: balza all’occhio anche di chi non è esperto la massiccia irruzione di aria fredda artica prevista in ingresso sul Mediterraneo prima della fine della settimana. Con questo progetto barico la neve arriverebbe a bussare alle porte della Toscana non solo in montagna ma anche più in basso.
Con la premessa che si tratta ancora di una previsione a medio termine e che questa configurazione è particolarmente esaltata per il momento solo dal modello americano, proviamo a tracciare il quadro qualora effettivamente si avverasse.
Tralasciando la prima raffrescata di domani e poi il freddo mattutino di mercoledì, andiamo direttamente a giovedì quando un peggioramento del tempo dovrebbe quindi farsi nuovamente avanti.
Tutto il motore del cambiamento sarebbe ovviamente l’aria fredda artica in discesa verso il Mediterraneo e la conseguente ciclogenesi (mediterranea appunto) alimentata dal aria fredda in discesa dalla Francia.
Tempo in primo peggioramento durante il giovedì con cielo spesso molto nuvoloso o coperto in particolare nella prima parte della giornata, precipitazioni più probabili sul nord della Regione e già possibilità di neve alle medie quote appenniniche (dai 1200 metri circa). Potrebbe poi intervenire una fase di variabilità nel pomeriggio sera sempre del giovedì ma poi seguita da un deciso rapido peggioramento.
Il maltempo più freddo, possiamo dire in pieno stile invernale, si concentrerebbe tra venerdì e sabato con piogge diffuse, temporali ed un ulteriore sensibile calo delle temperature. Con i valori di geopotenziale e termici prospettati da questa ultima elaborazione, viene piuttosto facile preventivare neve in calo rapido fino ai 4-600 metri di quota ma localmente anche più in basso, specie sul lato est dell’Appennino. IN sostanza anche le colline toscane (chissà) potrebbero davvero imbiancarsi o vedere i primi fiocchi di questo (non ancora iniziato) inverno.
Una circolazione fredda che abbiamo già definito invernale che farebbe un gran rumore visto che le temperature sono ancora miti e potrebbero ulteriormente esacerbare la fenomenologia. Una rodanata novembrina che se si verificasse troverebbe precedenti non certo recenti.
Dovremo ora verificare come e quanto gli altri centri di calcolo potranno condividere questa soluzione e poi, nel caso, cominciare a pensare agli effetti locali che certamente sarebbero decisamente particolari.

